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La Nostra

Storia


Leggeri in volo

Era il 1969 quando Stefano Poggipolini correva sulle colline bolognesi con la sua moto da cross.

L’azienda del padre Calisto nacque a Bologna come officina meccanica sulla via Emilia che, in quegli anni, iniziava a rappresentare la culla del motorsport mondiale.

Da un garage, un tornio ed un dipendente a punto di riferimento internazionale per sistemi di fissaggio critici e componenti di precisione dell’aerospace, della difesa e del racing. Un viaggio lungo ed emozionante.

Stefano Poggipolini - Malpensa, 1971

Malpensa, 1971.




Gli esordi nel racing


Stefano Poggipolini in una delle sue prime gare a Monte delle Formiche, in provincia di Bologna. Una moto Gerosa, celebre marchio anni 60, adattata al motocross e preparata nei minimi dettagli nel garage del padre Calisto.

Nascono i primi progetti di alleggerimento di componenti meccanici, prende forma un know how d’eccellenza che verrà tramandato di generazione in generazione e fondato in particolare su un materiale: il titanio.

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Prime commesse per «l’officina» Poggipolini


In anni di grande fermento motociclistico, Bologna si apprestava a divenire la patria del racing , di concerto la Via Emilia il riferimento di una nuova filiera industriale. Ducati, Moto Morini, Mondial e altri storici brand si presero la scena sprigionando talento ingegneristico nelle piste di tutto il mondo. Esplose il bisogno di parti speciali, di mano d'opera specializzata.

Calisto Poggipolini iniziò ad occuparsene con grande piglio innovativo, iniziando a produrre i primi bulloni in titanio; lega della quale divenne presto esperto conoscitore partendo da lavorazioni per casse di orologi di prestigio.




Gare, vittorie, l'inizio di una nuova carriera professionale


Stefano crebbe come motociclista, partecipando ad importante gare internazionali ed ottenendo prestigiose convocazioni dalla nazionale italiana piloti. Ma i  ritiri a Coverciano e i confronti su pista con i grandi piloti Cecoslovacchi avrebbero presto lasciato il passo ad un'attività commerciale che gli scorreva nelle vene.

Con la futura moglie Rosanna iniziarono a seguire i mondiali di motocross  con tenda e baule colmo di bulloni.
In poco tempo furono gli stessi piloti a chiedere alla Poggipolini fissaggi super performanti, iniziarono importanti forniture alla Montesa, alla Maico, a grandi case motociclistiche.

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Il primo indimenticabile Motorshow, 1976


Uno stand di 4 metri quadrati, bulloni in titanio e perni in titanio esposti in una semplice vetrinetta, tanta determinazione nel costruire il proprio futuro.

Brembo e Ducati iniziarono in quell'anno partnership commerciali che tutt'oggi vengono rinnovate e valorizzate. Mentre i più grandi piloti del circuito si confermavano ottimi clienti, i fissaggi Poggipolini, innovativi e super leggeri, diventano sempre più celebri. 




L'azienda cresce con la produzione motorsport


Nacque  il primo catalogo di prodotto e venne implementato un solido magazzino di bulloni m6,m8,m10. La complessità dei trattamenti del titanio rappresentava una grande barriera d'ingresso per potenziali competitor.

Alcuni piloti continuavano a passare in ditta per smontare le moto e riassemblarle con parti in titanio. Un lavoro sartoriale.
Alzando l'asticella della qualità ecco le prime forniture ai mondiali di velocità. Un mercato in crescita, un momento epocale per l'azienda, che iniziò a servire Aprilia, Cagiva e Ducati.

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L'ingresso in Formula 1 con Porsche


 La nuova sede di San Lazzaro di Savena sulla via Emilia, nuove macchine produttive tedesche, le prime Index, e processi di stampaggio a caldo contribuirono a posizonare la Poggipolini come player innovativo nel racing.

E allora agli inizi degli  anni 80 ecco l'ingresso nell'automotive, con il primo cliente prestigioso: Porsche. La casa automobilistica tedesca chiese un retainer per le valvole motore forgiato in titanio, per un motore Tag Turbo McLaren di Formula 1, lo stesso usato dal grande Senna. 




...e finalmente il sogno Ferrari


Porsche aprì la strada in Formula 1 nel 1984, e nel 1988 la Poggipolini riuscì ad entrare in Ferrari come fornitore della Scuderia di F1.

La Scuderia di Maranello  coinvolse l'azienda su alcuni progetti di alleggerimento, non solo sul motore.
Le  applicazioni riguardarono diverse leghe speciali, non semplicemente il titanio. Un impegno importante ed ambizioso, che accelerò una crescita sul prodotto e sui processi tecnologici.

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Da 200 Kg a 135 Kg. Parola d'ordine: leggerezza


Tra il 1990 e il 1992  il  consumo di titanio aumentò esponenzialmente e l'azienda dovette intraprendere i primi viaggi internazionali per l'approvigionamento di materia prima. Russia e Stati Uniti rappresentavano i maggiori produttori mondiali.

Stefano Poggipolini chiuse il primo contratto di fornitura con la Russia, in una delle maggiori factory di titanio siberiane.  L'azienda si  impose sempre più come specialista nell'alleggerimento.




I primi passi nell'aeronautica: Agusta Westland


Negli anni della produzione dell'H101, uno degli elicotteri più importante di Agusta Westland, Poggipolini entrò nel mercato aeronautico, studiando e progettando l'impianto idraulico in titanio.

Terminata la commessa l'azienda decise di dedicarsi alla Formula Uno, ritenendo di poter valorizzare al meglio il proprio know how. 
In pochi anni però l'aeronautica e la difesa diventarono i veri mercati di riferimento, perfetti per poter sprigionare le capacità innovative acquisite in F1.

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Un grande investimento


L'ingresso nel mercato aeronautico impose all'azienda di evolvere i propri processi e di ottenere le certificazioni necessarie. I grandi player di settore necessitavano di partner tecnologici e la Poggipolini decise di spingere sul proprio talento innovativo.

Un'esplosione commerciale e produttiva rapida ed impegnativa. I fissaggi speciali e i componenti di precisione diventarono la base per i successi aziendali, macchinari di ultima generazione permisero di  portare in house chimica, rivestimenti e trattamenti termici.
Il controllo qualità sui prodotti venne garantito al 100%.




NCR corse, Michele muove i primi passi imprenditoriali


Il marchio NCR proiettò la Poggipolini nelle corse. Un marchio celebre fondato nel 1969 proprio accanto alla Ducati, che riuscirono a vincere anche titoli mondiali nella categoria delle moto derivate di serie. Stefano Poggipolini decise di acquisire il marchio nel 2001, con l'obiettivo di mettere a punto una moto super leggera, coniugando materiali nobili adottati in formula 1 ad un motore Ducati a 2 valvole.

La gestione di questo progetto ambizioso fece emergere la professionalità di Michele Poggipolini, figlio di Stefano.
Il ragazzo, esperto di motori ed ex pilota di Go Kart,  consolidò in pochi mesi i risultati della scuderia, vincendo il 90% delle gare. 
I successi su pista trainarono le vendite: più di 150 moto NCR vennero prodotte nella Factory di San Lazzaro di Savena, tutte a mano e su misura per ogni cliente.

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Hypercars and Supercars


Il primo approccio importante con le Hypercar fu sulla Ferrari Enzo, ma con McLaren l’azienda riuscì ad andare oltre la fornitura di bulloni per alleggerire l’auto e realizzò il primo cofano motore strutturale in titanio per una vettura stradale.

Michele Poggipolini entrò con costanza nel business dell'azienda di famiglia, l'inizio di un percorso già scritto.




Grandi investimenti per un nuovo posizionamento


Nel 2010 i regolamenti della Formula 1 cambiarono. Poggipolini produceva il 90% del suo fatturato grazie a forniture per Ferrari per i loro motori usati in F1, fatturato che non poteva più essere garantito che portò un calo del 60% il fatturato.

Una situazione complicata che spinse la famiglia ad investire prepotentemente in aeronautica, credendo in una visione di riposizionamento nel mercato innovativo per eccellenza. 
La divisione ricerca e sviluppo venne potenziata e tutta la catena del valore riqualificata.

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La prima certificazione Nadcap


Gli investimenti non riguardarono solo lo sviluppo commerciale, ma si focalizzarono sui processi produttivi, partendo dai processi speciali.

Le certificazioni diventarono fondamentali per potersi proporre ai grandi player dell'aeronautica.
La prima Nadcap ottenuta nei trattamenti termici rappresentò un grande traguardo e, allo stesso tempo, un punto di partenza per nuovi obiettivi sfidanti.




Ampliamento sede e nuovo reparto engineering


Il posizionamento dell'azienda, legato sempre più all'innovazione, rese necessario un ulteriore investimento. Venne ampliata la sede produttiva di Via Emilia, per tenere il passo con una produzione in crescita continua.

Un nuovo reparto engineering d'eccellenza permise alla Poggipolini di proporre soluzioni sempre più complesse e rispondenti alle esigenze del mercato.
Nel 2020 viene inaugurato il primo stabilimento di 5.000 mq appartenente alla Factory of the Future, che sorge a San Lazzaro di Savena su un green field dove oltre 20.000 mq sono edificabili . Questo innovativo campus è nato per sostenere la crescita e la visione del Gruppo.

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Certificazioni NDT e nuove Nadcap


Tornati in Agusta Westland l'azienda dovette continuare ad investire nei processi e nelle certificazioni. La certificazione Nadcap venne estesa anche nei controlli non distruttivi e nei liquidi penetranti, nonché nei processi galvanici.

La galvanica, nello specifico, divenne  un processo chiave per internalizzare al 100% la produzione. Un vantaggio competitivo importante, che permise all'azienda di ridurre i tempi di fornitura ed abilitare un'efficiente produzione per bassi e medi volumi..
La Poggipolini diventò a tutti gli effetti uno dei principali fornitori di elicotteri Agusta Westland, oggi Leonardo Elicotteri.




Nuovi centri di lavoro ed isole robotizzate 4.0


Non ci si volle limitare alla produzione di fissaggi. Partirono gli investimenti legati al mondo delle lavorazioni meccaniche.
Vennero inseriti nuovi impianti produttivi e nuovi macchinari per la produzione di parti critiche complesse. Parallelamente l'azienda sviluppò il mercato automotive, le soluzioni di riduzione del peso per Hyper Car consolidarono il posizionamento innovativo dell'azienda.

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High Speed Manufacturing


Nel 2015 l'azienda decise di entrare nelle Gt Car, auto sportive stradali. Un progetto ambizioso che dovette confrontarsi con i costi del titanio, decisamente fuori portata per un prodotto mass market.

Nacque  l'idea di innovare il processo produttivo, nacque l'High speed hot forging. Un processo brevettato, totalmente studiato ed eseguito internamente, che permise di centuplicare la capacità produttiva, andando a ridurre drasticamente i costi.
L'High Speed risultò strategico per aggredire il mercato degli aerei commerciali. Iniziarono i primi progetti con Boeing. Un investimento coraggioso, che pose le basi per una crescita solida.

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Acquisto di 24.000mq


Nel 2019 è nato il progetto del nuovo campus. L'investimento in un green field presso l'area industriale Cicogna di San Lazzaro di Savena ha permesso all'azienda di realizzare i lavori per un moderno stabilimento produttivo, una laboratorio di open innovation, lo Speed Up lab, e un nuovo centro direzionale.

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Sens-in®


Nel 2020 viene costituita la startup Sens In. Un progetto disruptive per la Poggipolini: sensoristica ed elettronica applicata ai fissaggi, per estrapolare dati in real time dove non era mai stato possibile.

La specializzazione dell'azienda in fissaggi critici ha permesso di brevettare la tecnologia, abilitando le viti intelligenti alla misurazione di forze, accelerazioni e temperature. Non solo aeronautica e racing, ma anche oil&gas ed eolico come mercati target.




Acquisizione Aviomec Mornago


Prima operazione di m&a dell'azienda, acquisito il 100% del capitale sociale di Aviomec, storica pmi di Mornago, Varese, nel cuore del cluster aerospace Lombardo, specializzata in lavorazioni critiche per elicotteri.

Questa operazione ha permesso alla Poggipolini di integrare l'ennesimo processo produttivo nel mercato aerospaziale, continuando la sua roadmap innovativa di sviluppo di sistemi e soluzioni.

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Acquisizione HPF USA


Poggipolini sbarca negli USA, acquisendo HPF, Houston Precision Fasteners. Con sede a Houston, Texas, HPF  si è imposta come supplier di riferimento nella produzione di fissaggi critici e speciali per player principali nel mercato statunitense dell’aerospazio e della difesa, come Boeing, Lockheed Martin, Bombardier Aerospace, Axiom, Northrop Grumman, Bell.

Nasce il posizionamento transatlantico, fondamentale per crescere in un mercato  strategico che rappresenta il core business dell'azienda. Pronti a stabilire nuovi standard di settore.

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